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Il lavoro

Posted By Campajola Mariano on Set 5, 2016 | 1 comment


e i suoi insegnamenti…

Ho iniziato a lavorare durante l’ultimo mese scolastico del liceo, per esigenza più che per voglia.
Inizialmente, tutto può sembrare estremamente faticoso, noioso e stressante ma poi il lavoro si rivela il “lume della vita” e l’interruttore della forza che noi tutti abbiamo.

Inizierò raccontandovi del primo giorno in cui ho lavorato in un bar, molto brevemente e solo per chiarire ciò che ho scritto alcune righe fa; era martedì e da poco ero tornato a casa dopo aver trascorso una normale e (adesso me ne rendo conto) poco faticosa giornata scolastica… Sembrava che stessi correndo verso l’ignoto, quando l’ansia continuava a tormentarmi e mi dicevo “Cavolo, cominciamo bene… Alle 14 esco da scuola e alle 15 a lavoro, forse riuscirò a mangiare.”. Invece in quell’ora di “libertà” scoprii che riuscivo a mangiare, a lavarmi ed a prepararmi indossando l’uniforme del bar in cui stavo per cominciare a lavorare. Dopo una lunga giornata trascorsa ad ambientarmi e a capire e conoscere i meccanismi dell’ambiente lavorativo, tornai a casa verso le 01:30 di mattina con i piedi in fiamme e la mente in subbuglio.

Però, internauti, senza che io mi dilunghi troppo, vi dico subito che bastarono 2 settimane molto simili a quell’unica giornata per acquisire resistenza fisica ed imparare qualcosina riguardo il mestiere di cameriere/aiutante barista. Dopodiché il “lume della vita” cominciò a lavorare su di me, mostrandomi quanto le persone possono essere (senza troppi filtri) coglione ed ignoranti, pigre ed egocentriche. Certo, per molte mie esperienze potrei dire che già lo sapevo ma mai mi era capitato di vedere ciò a dei livelli così alti.

Mi prepari un caffè schiumato in monouso? Ah, un bicchiere d’acqua lo voglio mezzo naturale e mezzo frizzante… Non dimenticare un po’ di ghiaccio e zucchero di canna per il caffè.

Badate, con ciò non voglio dire che non sono richieste che non vanno accolte; il problema sorge quando il cliente che porge questa richiesta si ritrova con altre 10 o 15 persone davanti al banco e pretende che noialtri, umili lavoratori, gli facciamo tutto come richiesto fino all’ultimo dettaglio.
Egocentrismo (tutto come dico), ignoranza (ignoro che ci siano altre 10 persone, lavori tu e non io).

Detto ciò, il lavoro, inoltre, ci rende più forti. Ricordo un episodio che varrà sicuramente come esempio.
Ci sono 13 tavoli da servire e tutti mi chiamavano contemporaneamente, panico.

Hei, qui mancano 4 sedie; portami 4 schiumati e 2 cedrate; vorrei un bicchiere d’acqua; Hei, ma sei nuovo? Da quanto lavori qui?!

Tra domande futili, curiosità dei clienti e pretensioni… Portando sedie pesanti avanti ed indietro per tutto il giorno: tutto finisce. Ce l’ho fatta! E non credevo di farcela. La morale di tutto questo discorso è: il lavoro mi ha reso più forte, più cosciente delle mie capacità… Mi ha fatto crescere, sicuramente.
Adesso so che è inutile lamentarsi per una giornata dura a scuola, è inutile lamentarsi di un caffè meno dolce di quanto lo volessi… Nella vita bisogna essere molto più pratici, perché dobbiamo goderci ogni singolo istante senza farci troppi problemi: già ne abbiamo tanti, non facciamoli diventare troppi.

Grazie per la lettura, spero che vi abbia allietato leggere di questa mia esperienza personale.
Commentate, se volete, parlandomi di una vostra esperienza simile o completamente opposta, è sempre interessante avere un confronto di idee… Al prossimo articolo, internauti!

1 Comment

  1. Fortunatamente esiste gente che chiede dei normalissimi caffè 😉

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