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Sulla mia pelle – Il teatrino delle ombre

Posted By Kage on Set 21, 2018 | 0 comments


“Sulla mia pelle” – Stefano Cucchi

Quest’oggi voglio parlarvi di una storia che nel suo orrore lascia poco spazio alle interpretazioni. Vi parlerò della vicenda che coinvolse il trentenne romano Stefano Cucchi e di ciò che lo portò alla morte. La nostra storia inizia nel 15 Ottobre 2009, giorno in cui Cucchi viene arrestato con l’accusa di possesso e spaccio di droga. Viene infatti visto dai carabinieri passare, in cambio di denaro, quelle che si scoprirà saranno essere dosi d’hashish ad Emanuele Mancini. In seguito alla perquisizione, Cucchi viene trovato in possesso di 23 grammi di hashish, divisa in 12 pezzi pronti allo spaccio, 3 grammi di cocaina ed una pasticca medicinale ( il giovane soffriva d’epilessia). Viene messo in custodia cautelare dagli agenti responsabili dell’arresto in stato di buona salute e privo di danni fisici. Il giorno seguente, Cucchi si presenta al processo con evidenti traumi fisici e difficoltà motorie. Le ferite sono causate da un aggressione subita in seguito all’arresto ed effettuata dalle stesse guardie che lo avevano arrestato. Da quanto risulta, il giovane presentava i segni già nel corso della notte, momento in cui rifiutò le cure dei paramedici chiamati dalle guardie in stato d’allerta per le urla di dolore del ragazzo. Il processo rimandò la sentenza di alcune settimane, durante le quali Cucchi sarebbe rimasto in custodia cautelare nel carcere di Regina Coeli. In seguito al peggioramento delle condizioni di salute, Cucchi viene visitato nell’ospedale Fatebenefratelli, rifiutando però il ricovero. Un ulteriore peggioramento delle condizioni fisiche porterà al suo decesso il 22 Ottobre 2009. Al momento del decesso Stefano Cucchi pesava 37kg, al fronte dei 43kg del giorno dell’arresto. In tutto questo lasso di tempo alla famiglia viene impedito di avere contatti col giovane o qualsiasi informazione sulla sua salute. Questi verranno a conoscenza della sua morte solo quando un ufficiale giudiziario si presenterà alla loro porta per far firmare la notifica per l’autorizzazione all’autopsia.
Il 13 Dicembre 2012, durante il processo di primo grado, si è affermato che il decesso è avvenuto per mancate cure mediche e grave carenza di cibo e liquidi. In merito alle lesioni, la Corte affermò che queste potrebbero essere causate da un pestaggio o da una caduta e che non vi sono elementi che facciano propendere per l’una piuttosto che per l’altra dinamica lesiva.
Questo è uno dei tanti casi che coinvolgono il nostro paese ed è uno dei pochi che ha trovato una soluzione. Sono storie che fanno riflettere e che se capite possono renderci persone migliori. Ricordiamo solo che sono storie preziose e che il prezzo per averle è sempre la vita di qualcuno che, nel bene o nel male, ha pagato con la vita un suo errore.
Se volete saperne di più su questa vicenda vi consiglio di andare a vedere il lungometraggio Sulla mia pelle che è disponibile su Netflix e vederne quella che è una delle possibili chiavi di lettura. Inutile dirvi che il film presenta delle immagini dure da vedere, ma che rispecchiano parte di quella che è la società che ci circonda, in cui la soglia fra buono e cattivo non è nient’altro che un sottile filo troppo facile da spezzare.
Come sempre spero che la storia sia stata di vostro gradimento e vi invito a tenervi aggiornati per i nuovi cambiamenti in arrivo ed ovviamente per le prossime storie che vi racconterò.

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